E-procurement

Guida completa all'e-procurement per il pubblico e il privato

Scopri cos’è l’e-procurement, come funziona e perché può aiutare la tua organizzazione a semplificare gli acquisti, migliorare la visibilità della spesa e rafforzare i processi.

L’electronic procurement, o e-procurement, indica l’insieme di strumenti digitali che aiutano a gestire il processo di acquisto in modo strutturato, dalla richiesta iniziale fino al pagamento. Per molte organizzazioni in Italia, adottare l’e-procurement significa accelerare la transizione digitale degli acquisti, ridurre attività manuali e avere più visibilità sui flussi di spesa. 

Nel settore pubblico, questa evoluzione è ormai parte di un percorso normativo e operativo preciso. Dal 1° gennaio 2024, infatti, il D.Lgs. 36/2023 del nuovo Codice dei contratti pubblici prevede la digitalizzazione dell’intero ciclo di vita dei contratti pubblici. Ma la spinta verso l’e-procurement riguarda anche il settore privato, dove efficienza, controllo e compliance sono diventati fattori competitivi.

Non si tratta solo di digitalizzare i documenti, ma di adottare un modo diverso di acquistare: più connesso, più tracciabile e più leggibile per procurement, team finanziari e stakeholder interni. La Commissione Europea definisce il digital procurement come la digitalizzazione delle principali fasi del ciclo di acquisto, incluse presentazione, accesso, documentazione e fatturazione, con l’obiettivo di ridurre gli oneri amministrativi e applicare il principio del “once only”, cioè fornire le informazioni una sola volta.

In questa guida analizzeremo cos’è l’eprocurement, come funziona e perché sta diventando una componente sempre più strategica per i team procurement in Italia.
 

Cos’è l’e-procurement?

L’e-procurement è la gestione digitale del processo di approvvigionamento. In pratica, riunisce in un unico flusso attività come richiesta d’acquisto, approvazione, selezione dei fornitori, gestione dei cataloghi, emissione degli ordini, ricezione delle fatture e analisi della spesa.

L’obiettivo non è soltanto sostituire la carta o le e-mail con un software, ma rendere il procurement più efficiente, più coerente con le policy interne e più semplice da monitorare. Quando i passaggi sono integrati, i dati non si perdono tra fogli di calcolo, inbox e sistemi separati e diventano la base concreta per controllare tempi, spesa, eccezioni e performance.

Un sistema di e-procurement include di solito questi elementi:

  • Flussi di richiesta e approvazione

  • Cataloghi e fornitori qualificati

  • Ordini d’acquisto digitali

  • Gestione di fatture e pagamenti

  • Dashboard, report e analisi della spesa

Per questo l’eprocurement rientra a pieno titolo nei percorsi di trasformazione digitale. Secondo l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), come richiamato dall’articolo eProcurement e nuovo Codice appalti, come si stanno adeguando le imprese italiane di Agenda Digitale, le soluzioni integrate di e-procurement, estese all’intero ciclo di acquisto, aumentano trasparenza, concorrenza, semplificazione dei processi e collegamento tra procurement e informazioni finanziarie.
 

E-procurement vs procurement tradizionale

Nel procurement tradizionale, molte attività si svolgono ancora in modo manuale o frammentato. Le richieste arrivano via e-mail, le approvazioni passano da un referente all’altro, i fornitori vengono gestiti su file separati e la reportistica richiede controlli successivi.

Con l’eprocurement, invece, il processo viene standardizzato e digitalizzato. Le richieste seguono un percorso definito, le approvazioni possono essere automatizzate, i cataloghi aiutano a orientare le scelte e i dati diventano disponibili quasi in tempo reale.

La differenza chiave è proprio questa: nel procurement tradizionale il controllo arriva spesso dopo la spesa, mentre con l’eprocurement avviene prima della spesa. Questo migliora la conformità agli acquisti, riduce gli errori e rafforza la capacità decisionale dei team.
 

Come funziona l’e-procurement?

L’e-procurement copre un ciclo strutturato in fasi. La configurazione può variare in base alla struttura dell’organizzazione e ai sistemi già in uso, ma in genere la logica di fondo è comune.
 

Richiesta e approvazione

Il processo inizia con una richiesta d’acquisto. Un team o una funzione segnala un bisogno, lo collega a un budget o a un centro di costo e lo inoltra per approvazione. In un flusso digitale è più semplice verificare ruoli, soglie, categorie e policy.

Qui entrano in gioco anche i sistemi di guided buying, che aiutano a indirizzare gli utenti verso scelte coerenti con le regole interne. Amazon Business, per esempio, consente di impostare policy per preferire, limitare o bloccare determinati prodotti o venditori e di configurare workflow di approvazione. Guided Buying e Approvals sono disponibili per tutti i clienti Amazon Business, mentre alcune funzionalità aggiuntive sono riservate a Business Prime.
 

Selezione dei fornitori e cataloghi

Una volta validata la richiesta, entra in gioco la selezione del fornitore. In un sistema di eprocurement questo passaggio può avvenire tramite cataloghi approvati, elenchi di fornitori qualificati o regole che orientano la scelta in base a prezzo, disponibilità, criteri di acquisto responsabile o condizioni negoziate.

Il vantaggio è doppio. Da un lato, chi acquista trova più velocemente ciò che serve. Dall’altro, procurement mantiene maggiore coerenza tra policy, fornitori preferenziali e categorie di spesa.
 

Creazione dell’ordine d’acquisto

Una volta selezionato il fornitore, il sistema genera l’ordine d’acquisto. Questo riduce errori di inserimento, passaggi duplicati e discrepanze tra ciò che è stato richiesto e ciò che viene ordinato.

Quando l’e-procurement è integrato con altri sistemi aziendali, l’ordine può fluire automaticamente verso ERP, contabilità o processi di ricezione. È qui che la digitalizzazione inizia a produrre un beneficio concreto anche per finance, perché riduce la necessità di riconciliazioni manuali.
 

Gestione delle fatture e pagamento

La fase finale collega ordine, ricezione e fattura. Se i dati sono coerenti, la fattura si gestisce con meno attriti. Se emergono scostamenti, è più facile individuarli rapidamente.

La Commissione Europea include anche l’eInvoicing tra i principali tasselli del digital procurement, proprio perché la digitalizzazione non si ferma all’ordine ma prosegue fino alla chiusura del ciclo.
 

Reporting e analisi

Uno dei vantaggi più importanti dell’eprocurement è la disponibilità dei dati. Quando richieste, ordini, fatture e approvazioni sono collegati, è possibile leggere meglio la spesa per categoria, team, fornitore o area geografica.

Questo rende più semplice individuare colli di bottiglia, acquisti fuori policy, concentrazioni di spesa o opportunità di consolidamento, rendendo il procurement più misurabile e strategico.
 

Vantaggi principali dell’e-procurement

Adottare l’eprocurement non significa solo introdurre un nuovo strumento, ma creare condizioni migliori per far funzionare il procurement su scala, con più controllo e meno dispersione.
 

Processi più efficienti

La digitalizzazione riduce attività ripetitive, passaggi manuali e tempi di risposta. Le richieste seguono un flusso chiaro, le approvazioni non si perdono tra messaggi e allegati e l’ordine arriva con meno errori.

Per le organizzazioni che gestiscono volumi elevati o processi distribuiti anche geograficamente, questo si traduce in meno tempo speso su attività operative e più tempo dedicato a gestione, analisi e miglioramento continuo.
 

Più visibilità e controllo sulla spesa

L’e-procurement migliora la visibilità perché concentra i dati in un percorso unico. Questo aiuta a capire chi acquista, cosa acquista, da chi e con quale frequenza.

Per i responsabili procurement, la visibilità non è solo reporting. È la base per gestire meglio la spesa, ridurre la frammentazione e collegare le decisioni operative agli obiettivi finanziari.
 

Più supporto alla conformità negli acquisti

Quando le regole di acquisto vengono incorporate nel flusso, diventa più facile rafforzare la conformità agli acquisti interni. Le policy non restano documenti separati, ma influenzano direttamente la scelta di prodotti, fornitori, soglie approvative e percorsi autorizzativi.

Questo non elimina il ruolo del procurement. Lo rende più sostenibile, perché molte verifiche ricorrenti vengono gestite a monte invece che corrette a posteriori.
 

Maggiore reattività agli audit

Tracciabilità e storico delle decisioni rendono più semplice ricostruire i processi. Sapere chi ha richiesto, chi ha approvato, quando è stato emesso l’ordine e come si è chiusa la transazione riduce le zone grigie e aiuta in fase di audit o revisione interna.
 

Collaborazione più solida con i fornitori

Cataloghi aggiornati, ordini digitali e dati condivisi rendono il rapporto con i fornitori meno frammentato. Questo può migliorare tempi, accuratezza e prevedibilità, soprattutto quando gli acquisti ricorrenti coinvolgono più team e sedi.
 

Come impostare una strategia di e-procurement

L’adozione dell’e-procurement funziona meglio quando non parte solo dalla tecnologia, ma dalla definizione del processo. Prima di scegliere strumenti e integrazioni, occorre chiarire dove si verificano attriti e quali risultati si vogliono ottenere.
 

1. Valuta il processo esistente

Il primo passo è analizzare la situazione esistente. Dove nascono i rallentamenti? Quante approvazioni passano via e-mail? Quanto è semplice ricostruire la spesa per categoria o centro di costo? Quanto tempo richiede riconciliare ordini e fatture?

Questa analisi serve a capire quali passaggi sono prioritari da affrontare. In molte organizzazioni, il problema non è l’assenza totale di strumenti, ma la frammentazione tra sistemi, persone e procedure.
 

2. Definisci gli obiettivi

Una strategia di e-procurement funziona meglio se si hanno obiettivi chiari. Per esempio:

  • Ridurre il tempo medio di approvazione

  • Aumentare la visibilità sulla spesa indiretta

  • Rafforzare la conformità agli acquisti interni

  • Standardizzare i cataloghi

  • Migliorare la qualità dei dati per reporting e forecasting

Obiettivi di questo tipo aiutano anche a costruire il consenso interno, perché collegano la digitalizzazione a risultati concreti per procurement, finance e stakeholder operativi.
 

3. Integra l’eprocurement con l’ERP

L’eprocurement non deve essere isolato. L’integrazione con ERP, sistemi contabili e processi di fatturazione aiuta a evitare doppie attività, incongruenze e silos di dati.

Buone soluzioni di e-procurement dovrebbero sempre coprire l’intero ciclo e integrarsi con le informazioni di finanza pubblica, perché il valore del digitale cresce quando i dati restano collegati.

In questo percorso, soluzioni e piattaforme di e-procurement come Amazon Business possono accelerare l’adozione senza sostituire i sistemi finance esistenti. L’idea non è rimpiazzare l’ERP, ma semplificare alcuni passaggi operativi, centralizzare gli acquisti indiretti e creare un’esperienza più coerente per utenti, amministratori e procurement team.
 

4. Forma team e fornitori

L’adozione non dipende solo dalla qualità dello strumento ma anche da quanto il nuovo processo è compreso e usato dagli operatori economici coinvolti. Per questo è importante, sia nel settore degli appalti pubblici che nel privato, formare sia il team che i fornitori con cui si ha a che fare per evitare problemi.

Chi acquista o partecipa a bandi di gara deve capire il nuovo flusso, i referenti interni devono conoscere ruoli e soglie, e i fornitori devono essere messi nelle condizioni di interagire in modo più lineare con il processo digitale.
 

E-procurement responsabile e sostenibile

L’e-procurement può aiutare anche a rendere più strutturati gli obiettivi di acquisto responsabile. Quando criteri, preferenze e dati vengono inseriti nel flusso di acquisto, diventa più semplice orientare le scelte in modo coerente.

Questo può significare, per esempio, dare maggiore visibilità a fornitori locali certificati, impostare criteri per categorie con requisiti specifici o monitorare come evolve la spesa su determinati obiettivi.

Per quel che riguarda le pubbliche amministrazioni e nel settore pubblico, nel 2025 l’ANAC ha ribadito che il sustainable procurement, nelle sue dimensioni ambientale, sociale ed etica, può essere una leva strategica di sviluppo inclusivo e orientato al futuro. Anche a livello europeo, il Public Procurement Data Space è stato presentato come un passo importante per rafforzare trasparenza, efficienza e qualità decisionale attraverso dati e strumenti digitali.

In questo ambito, l’eprocurement può supportare tre aspetti rilevanti:

  • Integrare criteri di acquisto responsabile nei workflow

  • Facilitare il ricorso a fornitori locali o sostenibili dove rilevante

  • Monitorare i progressi tramite analytics e report digitali

È bene ricordare che l’e-procurement non rende automaticamente un’organizzazione sostenibile, ma può contribuire a pratiche di acquisto più responsabili se il processo è progettato in quella direzione.

Amazon Business può supportare l’acquisto responsabile mettendo in evidenza i venditori con certificazioni di sostenibilità e di impresa locale all’interno dei sistemi di e-procurement e offrendo strumenti che permettono una maggiore visibilità sulla spesa.
 

Trasformare il procurement con il digitale

Oggi l’e-procurement non è più solo un progetto IT o un miglioramento operativo, ma una leva organizzativa che aiuta a rendere gli acquisti più leggibili, coerenti e facili da governare, che si tratti di gare d'appalto, gestione di fornitori storici o definizione di un albo fornitori nuovo.

In Italia, la spinta normativa e operativa verso la digitalizzazione è già concreta. Secondo l’ANAC, nei primi quattro mesi del 2024 sono state avviate oltre 1,65 milioni di procedure digitali per un valore superiore a 100 miliardi di euro. Questo dato riguarda il settore pubblico, ma segnala bene la direzione del cambiamento: processi più digitali, interoperabilità più forte e maggiore centralità del dato.

Per le organizzazioni che vogliono migliorare il procurement, il punto non è digitalizzare tutto in una volta, ma è costruire un processo più chiaro, con sistemi  telematici e servizi digitali che semplificano l’operatività quotidiana e migliorano la visibilità della spesa nel tempo, sia in fase di ordini di acquisto che di reportistica.

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FAQs

  • L’eprocurement può aiutare a semplificare i processi di acquisto e la gestione dell'albo dei fornitori, aumentare la visibilità sulla spesa, rafforzare la conformità agli acquisti interni e migliorare la tracciabilità. Consente anche di ridurre attività manuali, collegare meglio procurement e finance e ottenere dati più utili per reporting e decisioni.

  • Sì. L'e-procurement non è una soluzione utile solo per realtà molto grandi. Anche le organizzazioni più piccole possono trarre vantaggio da flussi di approvazione più chiari, cataloghi controllati, ordini digitali e maggiore visibilità sulla spesa come ben evidenziato da Agid e Anac. L’importante è partire da obiettivi realistici e scegliere un modello coerente con la complessità del processo.

  • Il procurement digitale migliora controllo e conformità delle procedure di acquisto perché inserisce regole, approvazioni e preferenze direttamente nel processo. In questo modo molte verifiche avvengono prima dell’ordine, non dopo. Il risultato è una gestione più tracciabile, con meno eccezioni e più facilità nel ricostruire quali sono le stazioni appaltanti, chi ha richiesto, approvato e acquistato.