In molte organizzazioni il procurement diretto è gestito con attenzione strategica: materie prime, componenti, fornitori e contratti pluriennali (i cosiddetti acquisti diretti) vengono presidiati in maniera strutturata e costante, con analisi dettagliate e una governance chiara. Ma cosa succede agli acquisti indiretti?
Spesso la spesa indiretta è frammentata tra reparti, gestita tramite richieste occasionali o acquisti decentralizzati, con un controllo limitato a consuntivo. Materiale d’ufficio, dispositivi IT, servizi di facility management, spese di marketing o forniture operative vengono percepiti come “secondari”. Tuttavia, nel loro insieme, possono rappresentare una quota significativa della spesa aziendale e incidere in modo rilevante su efficienza, controllo dei costi e compliance.
Secondo Procurement’s Digital Transformation Imperative di The Economist Impact, le aziende stanno investendo sempre di più in tecnologie digitali per migliorare efficienza e gestione del rischio nel procurement. Allo stesso tempo però, molti leader riconoscono ancora lacune nell’adozione di soluzioni tecnologiche e nella capacità di capitalizzarne i benefici, suggerendo un livello di digitalizzazione non uniforme tra organizzazioni e categorie di spesa.
Questa disomogeneità emerge in modo particolarmente evidente nella gestione degli acquisti indiretti a lungo termine, dove processi decentralizzati, volumi elevati di transazioni e strumenti non integrati rendono più difficile trasformare i dati in controllo effettivo della spesa.
Eppure, proprio qui si nasconde un’opportunità concreta: trasformare l’indirect procurement da voce di costo poco presidiata a leva di controllo, visibilità e valore per l’intera organizzazione.
L’indirect procurement (anche chiamato approvvigionamento indiretto, regolato dal D.lgs. n. 36/2023) comprende tutti quei beni e servizi che non entrano direttamente nel prodotto o servizio finale venduto dall’azienda, ma che sono necessari per il funzionamento quotidiano della stessa e che dipendono da un numero di fornitori variabile.
A differenza del procurement diretto, che riguarda materie prime o componenti destinati alla produzione, l’indirect procurement include categorie come:
Materiale d’ufficio
Attrezzature e dispositivi IT
Arredi e forniture per sedi operative
Servizi di manutenzione e facility
Spese marketing e comunicazione
Servizi professionali e consulenze
Queste categorie possono sembrare meno critiche rispetto agli elementi fondamentali per la produzione e nel processo di approvvigionamento, ma hanno un impatto significativo su efficienza, controllo dei costi e conformità.
Per organizzazioni con più sedi, team distribuiti o numerosi centri di costo, la gestione degli acquisti indiretti diventa ancora più complessa. In assenza di una governance strutturata, ogni dipartimento può adottare modalità di acquisto differenti, generando frammentazione, duplicazioni e perdita di potere negoziale.
Gestire in modo strategico l’indirect procurement significa quindi migliorare:
La visibilità della spesa
Il rispetto delle policy interne
L’efficienza dei processi autorizzativi
La capacità di analisi e reporting
In altre parole, non si tratta solo di acquistare bene in modo corretto, ma di creare un sistema coerente e governato per gestire la supply chain in maniera corretta.
Quando la spesa indiretta non è gestita in modo strutturato, emergono criticità importanti per l’ufficio acquisto che hanno un impatto diretto sul Return on Investment (ROI), tra cui:
Decentralizzazione eccessiva: ogni reparto effettua acquisti in autonomia, con poca supervisione centrale.
Processi manuali: richieste via email o fogli di calcolo rendono difficile tracciare autorizzazioni e controlli.
Scarsa visibilità della spesa aggregata: i dati sono distribuiti tra sistemi diversi o non sono consolidati.
Spesa fuori policy: acquisti non conformi alle linee guida interne o ai contratti quadro.
Difficoltà di budgeting e forecasting: senza dati strutturati, prevedere l’andamento della spesa diventa complesso.
Queste criticità non sono solo operative: hanno un impatto diretto sulla governance finanziaria e sulla capacità dell’organizzazione di mantenere il controllo anche in fase di gestione dei rischi.
Gli acquisti indiretti sono spesso caratterizzati da:
Un numero elevato di transazioni di piccolo importo
Molti stakeholder coinvolti (diversi reparti, sedi e ruoli)
Categorie di spesa eterogenee
Fornitori multipli per la stessa tipologia di prodotto
Questa combinazione rende più difficile centralizzare il controllo. A differenza del procurement diretto, dove pochi contratti ad alto valore possono essere gestiti con attenzione e supporto dedicato, l’indirect procurement richiede un modello capace di operare con volumi elevati e decisioni distribuite, per garantire una riduzione dei costi e un prodotto finale ad alto valore.
Senza strumenti adeguati, il rischio è che le criticità emergano solo a posteriori, in fase di riconciliazione o audit, compromettendo l’efficacia complessiva del processo e l’efficienza delle risorse umane coinvolte.
Trasformare l’indirect procurement in una leva strategica significa dunque passare da una gestione reattiva a una gestione strutturata e basata sui dati.
Questo percorso può essere sintetizzato in tre fasi, che rappresentano molto spesso anche il grado di maturità dell'azienda:
Spesa frammentata: acquisti decentralizzati, poca visibilità, controllo ex post
Spesa monitorata: raccolta dati e primi strumenti di reporting
Spesa governata: policy integrate nei flussi di acquisto, controllo in tempo reale e analisi predittiva
In questo percorso, tecnologia e e-procurement giocano un ruolo centrale. L’automazione dei flussi di approvazione (dove possibile anche utilizzando l’intelligenza artificiale), l’integrazione tra sistemi e la disponibilità di dashboard analitiche permettono di trasformare dati decentralizzati in informazioni utili per decisioni strategiche.
Un procurement indiretto strutturato favorisce anche la collaborazione cross-funzionale: finance, procurement, operations e IT possono lavorare su una base dati condivisa, riducendo conflitti e ambiguità.
Modernizzare la gestione degli acquisti indiretti richiede un approccio pragmatico, articolato in quattro passaggi chiave.
Il primo passo è comprendere dove e come viene speso il budget e quali sono i costi di gestione. In pratica, significa:
Consolidare i dati di spesa provenienti da sistemi diversi
Classificare le categorie di acquisto
Identificare fornitori ricorrenti e opportunità di consolidamento
Analizzare le variazioni per centro di costo
Senza una mappatura chiara, ogni intervento successivo rischia di essere parziale.
Una volta compresa la struttura della spesa, è fondamentale integrare le policy nei flussi operativi. Centralizzare non significa limitare l’autonomia dei reparti, ma definire regole chiare per la gestione dei contratti su:
Soglie di approvazione
Fornitori preferenziali
Categorie consentite
Budget disponibili
Automatizzare i flussi autorizzativi riduce errori, accelera i tempi e migliora la tracciabilità, tutti elementi fondamentali per la compliance ESG.
Molte organizzazioni utilizzano canali diversi per acquisti indiretti: canali digitali di acquisto, fornitori locali, ordini diretti, carte aziendali. Integrarli in un ecosistema coerente consente di:
Ridurre la frammentazione e i costi operativi
Migliorare la coerenza delle condizioni contrattuali
Facilitare il monitoraggio centralizzato, anche quando si lavora con fornitori locali
L’integrazione tra sistemi di acquisto e sistemi ERP o contabili rafforza ulteriormente il controllo.
Il vero salto di qualità avviene quando i dati non vengono solo raccolti, ma anche utilizzati in maniera strategica. Analizzare trend di spesa, confrontare performance tra sedi o reparti e identificare categorie in crescita permette di intervenire in modo proattivo, anche quando si tratta di analisi e gestione dei costi indiretti.
Strumenti di analisi della spesa, come dashboard dedicate alla visibilità delle spese, consentono di trasformare numeri in informazioni operative e supportare decisioni informate.
Per molte organizzazioni, passare da una gestione frammentata a un modello strutturato richiede strumenti che combinino facilità d’uso e controllo per far fronte alla mancanza di visibilità e ottenere risultati legati agli obiettivi aziendali.
Amazon Business supporta la trasformazione dell’indirect procurement con funzionalità focalizzate su visibilità, conformità e governance, tra cui:
Guided Buying, per indirizzare verso prodotti e fornitori conformi alle policy aziendali, riducendo la spesa fuori standard e permettendo l'ottimizzazione degli acquisti
Spend Visibility, per analizzare la spesa per categoria, reparto o periodo e individuare opportunità di risparmio
Pay by Invoice, per semplificare la riconciliazione contabile e migliorare l’efficienza amministrativa
Queste funzionalità permettono di integrare il controllo direttamente nel processo di acquisto, spostando la governance “a monte” invece che limitarsi a verifiche successive. L’obiettivo non è solo facilitare l’acquisto, ma creare un sistema coerente in cui autonomia operativa e controllo finanziario convivono.
L’indirect procurement non è una semplice funzione di supporto. Se gestito in modo strutturato, può diventare un vero vantaggio competitivo nel processo di produzione. Infatti:
Maggiore visibilità significa migliore pianificazione
Maggiore controllo significa riduzione del rischio
Maggiore integrazione significa efficienza operativa
In un contesto in cui le organizzazioni devono bilanciare crescita, conformità e sostenibilità finanziaria, trasformare la spesa indiretta in un processo ben governato e gestito analizzando i dati può fare la differenza.
Investire in strumenti, policy e cultura organizzativa consente di passare da una logica di reazione a una logica di prevenzione e ottimizzazione nella gestione di terze parti.
Se la tua organizzazione vuole ottenere maggiore visibilità sulla spesa indiretta e integrare controllo e conformità nei flussi di acquisto quotidiani, scopri come Amazon Business può supportare la trasformazione dell’indirect procurement con strumenti pensati per finance e procurement leader. Contatta il reparto vendite per saperne di più.
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